| La cattura massale (masstrapping) è una tecnica di difesa ammessa in olivicoltura biologica ed attuabile contro la mosca delle olive con l'uso del piretroide deltametrina specificamente in trappole per la cattura massale. Tale possibilità applicativa ha destato notevole interesse da parte degli olivicoltori biologici non possedendo mezzi sufficientemente efficaci per il controllo diretto della mosca delle olive.
L'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (Settore Agricoltura Biologica) ha avviato, nel 1998, prove sperimentali di cattura massale al fine di verificare l'applicabilità del metodo in alcune aree olivicole biologiche pugliesi.
Obiettivo specifico di tale lavoro è stato la verifica dell'efficacia e dei limiti del metodo in due ambienti a diversa pressione dacica, considerando inoltre alcuni aspetti economici e di sostenibilità ambientale al fine di razionalizzarne l'uso nel rispetto dei principi dell'agricoltura biologica.
Nel 1998 i risultati sono stati nulli nell'oliveto A (1,3%) e modesti nell'oliveto B (24,2%) avendo operato in un'annata con alta popolazione dacica e con trappole installate ad infestazione in atto. Da segnalare che nell'oliveto (B) l'efficacia riscontrata al campionamento precedente è stata maggiore e pari al 50,8%. Tale riduzione d'efficacia in prossimità della raccolta è dovuta alla maggiore cascola delle olive infestate sul testimone.
Nel 1999 l'efficacia del metodo è stata ottima in entrambi gli oliveti avendo rilevato in prossimità della raccolta differenze d'infestazione rispetto al testimone non trattato pari al 77,8% nell'oliveto A e al 90,3% nell'oliveto B.
Pur avendo installato le trappole ad inizio agosto, si ritiene che tali risultati siano stati favoriti da un'annata caratterizzata da esigue infestazioni fino a metà ottobre; l'incremento delle infestazioni è stato tardivo tale da raggiungere alla raccolta, nel testimone non trattato, valori pari al 9% nell'oliveto A e al 31% nell'oliveto B.
Nel 2000 la prova eseguita presso l'oliveto A ha dato alla raccolta un'efficacia pari al 39,1% e minore di quella rilevata nel campionamento precedente che è stata del 51,7%; il calo di efficacia finale era stato già rilevato e giustificato nelle prove del 1998. Anche nel 2000 l'efficacia è stata influenzata positivamente dalla lunga estate particolarmente secca che ha ostacolato lo sviluppo estivo della mosca; difatti il picco delle catture e l'avvio delle infestazioni è stato registrato in ottobre raggiungendo alla raccolta valori modesti d'infestazione delle drupe nel testimone non trattato (pari al 23%).
INEFFICACE SU INFESTAZIONI GIÀ AVVIATE
I risultati hanno mostrato l'inefficacia del metodo quando applicato con infestazioni già in avviate ed in aree ad elevato rischio dacico; una buona efficacia è stata ottenuta anche con applicazioni tardive delle trappole ma solo in annate in cui lo sviluppo del fitofago è stato ostacolato fino a settembre dalle alte temperature. La validità del metodo è molto condizionata dalla densità del fitofago e quindi con alte popolazioni la riduzione ottenibile non è sufficiente a garantire la sanità del prodotto.
In tale ottica vanno considerati i fattori, sia pedo-climatici sia agronomici, che limitano le infestazioni precoci e ritardano l'incremento di popolazione o ne rallentano lo sviluppo autunnale.
Difatti il metodo ha dato i migliori risultati in presenza di altri elementi riscontrati negli oliveti in osservazione:
- con produttività discreta dell'oliveto, le drupe maturano tardivamente e anche se infestate tendono poco a cascolare;
- in oliveti condotti in asciutto o razionalmente irrigati le drupe in piena estate sono ancora poco recettive alle infestazioni;
- in oliveti posti a quota relativamente alta le basse temperature autunnali aumentano i tempi di sviluppo delle larve e rallentano l'incremento d'infestazione.
L'applicazione del metodo è da ritenere poco efficace e non economica - mente sostenibile in oliveti e/o annate con bassa produzione soprattutto se le poche olive sono ben sviluppati e suscettibili al fitofago già da inizio estate.
EFFETTO AZIENDA
La convenienza economica del controllo della mosca delle olive con il metodo della cattura massale è strettamente legata alle caratteristiche della singola azienda. In media si stima un costo ad ettari pari a Lire 400-800.000 per le sole trappole, per l'applicazione in oliveti intensivi (200 piante/ha) e con l'installazione di 1-2 trappole per pianta; a ciò vanno aggiunte le spese di manodopera necessaria per l'installazione e la rimozione delle trappole.
Sebbene la spesa per le trappole possa essere anche inferiore e molto variabile in funzione della densità dell'impianto, in genere il costo risulta attualmente elevato per una coltura dai ridottissimi margini di guadagno.
Pertanto si ritiene che il metodo possa trovare applicazione solo in aree in cui l'efficacia sia resa massima per la presenza di fattori pedoclimatici e colturali limitanti lo sviluppo del fitofago; ciò non esclude che in particolari condizioni di organizzazione aziendale ci sia comunque convenienza economica nell'applicare tale metodo.
Da segnalare infine la problematica, molto sentita dagli olivicoltori biologici, relativa alla manipolazione delle trappole avvelenate, al loro smaltimento dopo l'utilizzo e, se preparate artigianalmente, alla destinazione della miscela insetticida di risulta.
C O N C L U S I O N I
Le prove di cattura massale della mosca delle olive condotte nel 1998-2000 in Puglia in oliveti biologici hanno evidenziato livelli di efficacia del metodo variabili negli anni soprattutto a seconda della densità del fitofago. L'installazione ritardata delle trappole, attuata per finalità ambientali ed economiche, può essere valida solo se i monitoraggi e i campionamenti indicano assenza o crollo delle infestazioni estive spesso causate dalle alte temperature. In ogni caso, si ritiene il metodo non risolutivo e deve essere affiancato alla possibilità di poter attuare una raccolta anticipata e molitura tempestiva. Quindi ogni azienda prima dell'applicazione deve valutare le proprie caratteristiche ambientali e di organizzazione alla raccolta, nonché il costo dell'applicazione ritenuto attualmente troppo elevato.
(*) CIHEAM, IAM Bari, Istituto Agronomico Mediterraneo, Settore Agricoltura Biologica, baldacchino@biomail.iamb.it
Lavoro eseguito nell'ambito dei progetti: Progetto "BioPuglia" P.O.P. Puglia 1994199 - Misura 4.3.5. "Azione dimostrativa per la messa a punto e diffusione dei metodi di produzione biologica". Progetto Enea-Probio - Linea B/2 - "Sviluppo, sperimentazione e dimostrazione di tecniche e metodi innovativi di coltivazione e produzione biologica".
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