Prove di Cattura Massale
  DIFESA:    INNOVAZIONE
Franco Michelotti - Centro assistenza tecnica - ISMAA


Cattura Massale
della Mosca Olearia

Il sistema della cattura massale mediante trappole (innescate con feromone specifico e attrattivo alimentare più insetticida di contatto sul contenitore) si conferma quale alternativa valida all'uso di insetticidi in pieno campo e su tutto il territorio

Applicato per tre anni, con successo, negli oliveti dell'Alto Garda Trentino.

Premessa
La mosca olearia è l'insetto maggiormente dannoso in tutti gli area di produzione olivicola del bacino del mediterraneo. Recentemente la sua presenza si e diffusa anche negli oliveti della California, divenendo anche lì un problema fitosanitario di non poco conto; ovunque essa è ritenuta l'insetto chiave della difesa dell'"olivo. La dannosità della mosca può variare in funzione delle caratteristiche dell'ambiente o dell'annata a seconda che queste siano tali da favorire o meno lo sviluppo delle generazioni dell'insetto.
Nelle condizioni più favorevoli la mosca può sviluppare 4-5 generazioni all'anno e la sua capacità di arrecare danno alle drupe può protrarsi fino ad autunno inoltrato. Invece negli ambienti condizionati da elevate temperature e siccità estive oppure da freddi autunni e invernali precoci o intensi, l'aggressività della mosca si riduce notevolmente,


Il danno alla produzione e dovuto alla attività delle larve che si nutrono della polpa delle olive e che portano ad una parziale perdita quantitativa del prodotto conseguente alla più o meno accentuata cascola di olive prima della raccolta ed al notevole peggioramento della qualità dell'olio dovuto all'aumento dell'acidità e dei perossidi e ad uno scadimento delle caratteristiche organolettiche.
L'ambiente alto gardesano non é tra i più favorevoli allo sviluppo della mosca. Generalmente si hanno 1 o 2 generazioni annuali, con un possibile inizio di terza generazione in ottobre durante la fase di maturazione delle olive.
Il danno è maggiore nelle annate in cui, per le favorevoli condizioni climatiche, la terza generazione riesce completarsi, si ha allora una elevata percentuale di olive bacate e l'estensione del danno anche negli oliveti alle quote più alte, meno soggetti.. alla mosca (esempio il 1982 e il 1999)
Nell'ambito dell'areale olivicolo altogardesano, la dannosità della mosca e maggiore negli oliveti vicini al lago e in quelli di fondovalle e decresce mano a mano che ci si allontana dal lago o che ci si alza di quota. Da due annate la difesa dalla mosca olearia è condotta con il sistema della "cattura massale" su praticamente tutta la superficie olivicola dell'Altogarda trentino, ma precedentemente di questo sistema si applicava il metodo "curativo", con l'utilizzo di insetticidi ad azione larvicida applicati nel momento in cui nei vari punti! della rete di la presenza di uova e larve superava la soglia di tolleranza (5-10 %).
I vantaggi del metodo curativo si possono così riassumere:
a) possibilità di circoscrivere l'uso degli insetticidi a momenti e situazioni di effettiva necessità:
b) buona efficacia nei confronti delle uova e dei vari stadi larvali:
c) persistenza di azione di circa 15 giorni.
d) costo contenuto.
A sfavore si può citare la di queste sostanze nei confronti dell'uomo e nonché la possibilità di permanenza nell'olio di residui di insetticida, ben ché questi rientrassero abbondantemente nei limiti previsti dalla legge, dato che i trattamenti venivano eseguiti a notevole distanza dalla raccolta e con dosi piuttosto ridotte. Per difendere le olive dagli attacchi della mosca olearia esistono, o sono allo studio anche altri sistemi che hanno come primo obiettivo la riduzione dell'uso di insetticidi: si ricorda ad esempio l'impiego di esche alimentari avvelenate per attirare e uccidere le mosche su parti di pianta o su parti dell'oliveto, riducendo l'entità della superficie trattata.
Questo sistema ha una buona efficacia nelle regioni con bassa piovosità. Altri sistemi ancora in fase di studio, la cui applicazione è rivolta a vasti comprensori olivicoli, si basano sul lancio di maschi sterili o di insetti antagonisti della mosca olearia quali l'Opius concolor. Inoltre è in fase di studio la individuazione di ceppi di Bacillus thuringensis attivi sui ditteri.
Si può praticare infine il sistema della cattura massale, oggetto della presente trattazione.

Il sistema di difesa dalla mosca mediante la cattura massale degli adulti, applicato in via sperimentale da alcuni decenni, ha trovato una rapida espansione negli ultimi anni, grazie alla possibilità di reperire sul mercato delle trappole adatte allo scopo preparate industrialmente.
Questo, sistema è stato utilizzato in varie zone d'ltalia, principalmente Toscana e Liguria dove l'applicazione territoriale è stata particolarmente studiata, ma localmente il sistema è stato applicato anche in Trentino, in Lombardia, in Veneto in Basilicata e in Sardegna. Nel 2002 si ritiene che siano state esposte in Italia circa 800.000 trappole corrispondenti grosso modo a 3500 ettari di supefficie di oliveto.
La cattura massale è adatta a vaste superfici, possibilmente non inferiori a 5 Ha, ben isolate da aree da cui possano provenire con facilità adulti di mosca. La sua applicazione è consentita anche nella produzione biologica. Il sistema consiste nella esposizione nell'oliveto di trappole in grado di attirare ed avvelenare gli adulti maschi e femmine della mosca olearia. Nelle nostre esperienze si è fatto uso delle trappole Ecotrap delta ditta, greca Vioryl.
Le trapole "Ecotrap" sono dotate di capsula con attrattivo a base di feromoni (80 mg di 1,7-Dioxaspiro 5,5 undecane) e da un sacchetto contenente un attrattivo odoroso a base di bicarbonato di ammiono (80 gr) il cui involucro cartaceo è trattato con Deltametrina (15 mg). Le mosche attirate dalle sostanze attrattive si avvelenano e muolono al contatto con la Deltametrina presente sulla superficie del sacchetto; riducendo cosi la popolazione di adulti di Bactrocra

  PRIMO ANNO DI ESPERIENZA     

Le prime esperienze sono state condone net 2000 grazie al finanziamento della PAT per l'acquisto di 2000 Ecotrap. L'applicazione del sistema è stata fatta in diverse piccole realtà olivicole dell'altogarda.
Le osservazioni sono state condotte principalmente in 2 oliveti non molto estesi, ma con un buon isolamento dal resto della olivicoltura altogardesana. II primo oliveto è situato in località "Tempesta" lungo la sponda orientale del lago di Garda, ha una consistenza di circa 600 piante adulte ed è posto ad una quota altimetrica circa 100 m/slm. L'altro oliveto è situa in località "Linfano" sulla riva settentrionale del lago a poca distanza dalla foce del Sarca sulla destra orografica alla quota di 70 m/slm, è adibito principalmente a campeggio ed è formato da circa 500 piante adulte. Nei due oliveti è stata esposta una trappola per pianta in coincidenza con la fase fenologica di indurimento del nociolo negli ultimi giorni di luglio del 2000. Per confronto si sono osservati due oliveti situati sulla riva del lago alla sinistra orografica del Sarca e al disopra dell'abitato di Torbole in situazioni climtiche, altimetriche e di esposizione simili agli oliveti in prova. Gli oliveti testimone non sono stati oggetto di esposizione di trappole e non hanno subito trattamenti chimici di nessun genere. Tutti gli oliveti sono stati soggetti ad un regolare controllo per la verifica e la quantificazione della presenza dei vari stadi di evoluzione della mosca su campioni di almeno 400 olive per oliveto. Dal analisi dei risultati dei campioni nei testimoni risulta che nell'ambiente di Torbole nel 2000 si sono sviluppate 3 generazioni di Bactrocera. La 1° generazione è stata di debole entità e si è resa ben visible in pianta alla fine di agosto.
La 2° generazione si è evoluta in maniera molto consistente tanto che dopo la metà di settembre più del 50% delle olive erano interessate dalla presenza di almeno una delle fasi di sviluppo dell'insetto. All'inizio di ottobre si è assistito ad una nuova fase di ovodedoisizione e successivamente di presenza di larve che è prosequita fino alla maturazione (primi di novembre) e che ha portato il livello di infestazione nei testimoni fino oltre l'80%.
Negli oliveti di Tempesta e Linfano sottoposti alla cattura massale si è riscontrato un notevole contenimento dei danni della mosca olearia particolarmente sulla 2° generazione (settembre). Un leggero cedimento del sistema è sembrato verificarsi in ottobre dopo più di 2 mesi dalla esposiozione delle trappole. Complessivamente il livello di inefstazione nei due oliveti ha superato di poco il 10% risultato buono, tenuto conto che di questo 10% solo la metà era data da olive bacate in maniera vistosa e dannoso per la qualità dell'olio. Questi livelli di infestazione sono stati confermati anche dagli olivicoltori al momento della raccolta.


  SECONDO ANNO DI ESPERIENZA     

Data la positiva esperienza dell'anno precedente e grazie alla disponibilità di fondi comunitari rivolti al miglioramento qualitativo dell'olio di oliva nel 2001 l'esperienza di cattura massale è stata estesa a tutti gli oliveti della valle del Sarca a sud delle marocche di Dro.
Si è trattato di un'iniziativa che ha comportato un grosso impegno organizzativo, supportato per l'aspetto amministrativo dalla PAT è pergli aspettl tecnici dall'allora ESAT, che ha coinvolto 1463 olivicoltori i quali hanno esposto 45000 trappole su 413 ha. di oliveto. La distribuzione delle trappole sul terrritorio è stata fatta tenendo conto della propensione dell'oliveto agli attacchi di mosca sulla base della quota altimetricca della dimensione ed età delle piante è del loro sesto di impianto.




Nel 2001, seguendo le indicazioni della ditta produttrice e di organismi di sperimentazione si è esposta una trappola ogni due piante adulte, cioè una trappola ogni 70 mq circa mentre nella zone collinari al di sopra dei 150 m/slm quota oltre la quale normalmente gli i attacchi di mosca sono meno probabili e meno intensi - rispetto alle quote più basse si è distribuita una trappola ogni 100 mq circa cioè una trappola ogni tre piante adulte, Data l'estensione del sistema su tutta la zona olivicola non è stato necessario prevedere fasce di bordo da rinforzare l'esposizione delle trappole è stata fatta in due momenti: metà delle trappole è stata distribuita alla metà di luglio, mentre il rinfittimento con la restante metà trappole si è effettuato alla metà di agosto, al fine di coprire un periodo di attività della mosca di almeno 3 mesi nei quali, nel nostro ambiente, essa è maggiormente attiva (metà luglio - ottobre), concentrando la maggiore efficienza del sistema nel periodo di fine agosto - settembre.
Nel periodo di agosto, settembre e ottobre l'intera zona è stata sottoposta a controlli ripetuti ogni 8-10 giorni con prelevamento di campioni di 50 - 100 olive scelte casualmente negli oliveti: un punto di controllo ogni circa 10 ha allo scopo di verificare in tempo reale il funzionamento del sistema ed eventualmente segnalare agli oilvicoltori la necessità di eseguire interventi chimici qualora il sistema avesse avuto dei cedimenti e si fosse superata la soglia economico di danno. Furono inoltre istituiti dei momenti di recapito nei quali i singoli olivicottori potevano far controllare dal tecnico un campione casuale di olive prelevato nel proprio oliveto.
L'esito della difesa è sintetizzato nel grafico 2. Si può osservare che nelle varie zone di oliveto specializzato (circa il 90% della superficie olivicola complessiva) il livello di danno da mosca si è mantenuto al di sotto della soglia economica di danno senza eseguire nessun trattamento chimico. Solo nella zona dei campeggi prospicienti il lago e nei centri abitati (nei giardini, viali, orti) che rappresentano una parte minima della supeificie olivicola, ove la dislocazione delle piante di olivo e quindi anche delle trappole non era ottimale ai fini dell'efficacia del sistema. si è superata la soglia di tolleranza. In questi ambienti si è consigliato un trattamento subito dopo la metà di settembre.
Non è stato possibile il confronto con testimoni per la verifica dell'andamento della popolazione naturale di mosca dato che il sistema di cattura massale è stato adotato su tuta la zona olivicola, al fine anche di la sua efficienza. Tuttavia sulla base di valutazioni empiriche che tengono conto delle catture di adulti nelle trappole (costituite dalle stesse trappole Ecotrap alle quali venne applicata una cartella collosa), dell'entità dei danni della prima generazione in zone precoci dove l'esposizione delle Ecotrap è stata fatta tardivamente, dell'andamento stagionale e dell'entità dell'atacco di mosca in altre zone olivicole della sponda orientate e occidentale del lago, si può ritenere che nel 2001 le condizioni per lo sviluppo della mosca nell'altogarda fossero paragonabili a quelle del 2000 e quindi è ragionevole ritenere che si sia risparmiata l'esecuzione di almeno un trattamento insetticida sulla quasi totalità della superficie ad oliveto dell'Alto garda trentino.

  TERZO ANNO DI ESPERIENZA     

Nel 2002 l'esperienza di cattura massale è stata condotta con le stesse modalità tecniche dell'anno precedente. Il finanziamento del progetto è avvenuto attingendo, oltre che ai fondi comunitari, anche con il contributo della Cassa rurale di Arco-Garda Trentino, della Associazione Agraria di Riva del Garda. Una quota è rimasta a carico degli olivicoltori.
La parte amministrativa del progetto è stata curata dalla PAT e dall'AIPO, mentre degli aspetti organizzativi e tecnici se ne sono occupati l'Associazione agraria di Riva del Garda e il Centro per l'Assistenza Tecnica dell'Istituto Agrario di S.Michele a/A. L'annata 2002 si è caratterizzata per una ridotta attività della mosca, come si evince, dalle catture delle trappole e dal minore danno alle olive registrato anche nei posti più a rischio di infestazione (campeggi, centri urbani). È difficile capire se ciò sia dipeso da una generale riduzione della popolazione per effetto della cattura massale dell'anno precedente, oppure se per effetto climantico legato al freddo dell'autunno e dell'inverno precedenti, tuttavia nella zona olivicola del basso lago, come anche nel resto d'ltalia l'annata 2002 è stata caratterizzata da forti infestazioni di mosca olearia che si sono espanse in zone tradizionalmente pocco soggette. L'annata presentava tuttavia un elemento di rischio nella ridotta produzione di olive, aspetto predisponente ad un maggiore rischio di attacco di mosca ad alla possibilità di una mancata esposizione delle trappole da parte di qualche olivicoltore per effetto della scarsa carica di olive e del, seppur ridotto, costo delle trappole. Nella pratica si è riscontrato che a fronte di un 15% di olivicolturi che non hanno esposto le trappole è corrisposto il 12.5% di nuovi espositori con un saldo ativo di circa mille trappole. È auspicabile per il futuro l'espozsizione delle trappole da parte di tutti gli olivicoltori per garantire una costante efficacia del sistema.
Anche nel 2002 il controllo finale di fine ottobre evidenzia un livello di attacco di mosca molto basso pur non avendo eseguito trattamenti alla vegetazione con insetticidi.
bingbong

  CONCLUSIONI     

Da quanto illustrato si può ritienere che il sistema della cattura massale per il contenimento degli attacchi di Bactrocera oleae rappresenti una possibile alternativa all'uso di insetticidi nella zona olivicola dell'Altogarda trentino. Infatti benchè non sempre si sia potuto disporre di parcelle testimoni nelle qualli osservare l'andamento naturale delle popolazioni della olearia, nei tre anni di applicazione del sistema il livello di danno alle olive nelle superfici ad oliveto specializzato sempreal di sotto della soglia di tolleranza senza l'esecuzione di trattamenti alle piante con insetticidi, Ciò rappresenta un valido stimolo per il proseguimento anche in futuro di questa esperienza che trova il limite maggiore nell'elevato costo (80-110 Euro/Ha) per una coltura a basso reddito come l'olivo. A questo proposito non si deve sottovalutare, aldilà di considerazioni strettamente tecniche, che la riduzione dell'uso di
insetticidi assume una rilevanza particolare in riferimento all'olivicoltura che trova un punto di forza ed una ragione d'essere proprio nel valore paesaggisticco e ambientale di cui beneficcio non solo gli olivicoltori. Nel caso in cui si proseguisse in futuro nell'applicazione della cattura massale è auspicabile che continui da parte degli olivicoltori la partecipazione massiccia al progetto, al fine di favorire una ottimale distribuzione delle trappole sul territorio. Infatti una copertura territoriale poco omogenea potrebbe ridurre l'efficienza dell'intero sistema.
Un'ultima importante opportunità legata al proseguimento in futuro dell'esperienza di cattura massale sta nell'iniziare o estendere la coltivazione dell'olivo secondo il metodo della produzione biologica. È risaputo infatti che la difesa dalla mosca olearia è il problema tecnico pricipale nella produzione di olio biologico che possa vantare anche caratteristiche organolettiche ineccepibili.