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La tendenza produttiva del 2004 risulta essere migliore della scorsa annata, nonostante le rese inferiori in frantoio, complessivamente la situazione olivicola può considerarsi favorita dalle condizioni climatiche, che hanno determinato buoni livelli di fioritura e allegagione, naturalmente con alcune differenze territoriali. In generale, le condizioni climatiche favorevoli (livello di precipitazioni, temperature adeguate, buon livello di fioritura e allegagione), dovute sia alle diverse condizioni strutturali degli impianti (età, sesto d'impianto e varietà) e sia alle modalità di conduzione degli stessi, hanno inciso notevolmente sull'incremento del livello produttivo. Le temperature medie notturne nel periodo di maggio-giugno sono state al disotto della media stagionale, e ciò ha gravato notevolmente sullo sviluppo degli organi forali, ritardando la fioritura di circa due settimane in tutte le zone, specie in quelle dell'altipiano, mentre la zona marittima di Muggia, essendo soggetta ad un clima più mite, ha risentito meno di questa problematica. Gli eventi climatici della campagna 2004 sono stati contraddistinti da una primavera e un'estate piovose, infatti, alle alte temperature si sono avvicendati violenti acquazzoni che hanno causato forti abbassamenti termici. La fioritura ritardata ha conseguentemente causato un rallentamento di tutte le fasi fenologiche come l'indurimento del nocciolo, avvenuto appena a metà agosto. Ciò ha ostacolato considerevolmente lo sviluppo generativo della mosca olearia: il limitato numero d'insetti svernanti, a causa delle condizioni meteo avverse del 2003 e la ritardata recettività delle drupe del 2004, ha limitato lo sviluppo della prima e delle successive generazioni di B.oleae. Nella prima decade d'ottobre, si sono verificate condizioni ottimali per lo sviluppo dacico (temperature miti e alte umidità) che hanno favorito l'infestazione attiva prevalentemente nel comune di San Dorligo. Nella zona è stato consigliato un trattamento tempestivo per non porre in pericolo l'ottima qualità delle produzioni. L'andamento meteorologico altalenante ha favorito gli attacchi della Tignola e lo sviluppo d'infezioni crittogamiche. Un "dittero tripetide" che costituisce la specie più dannosa per l'olivo e può causare danni molto gravi non solo perché la larva provoca parte della distruzione della polpa e caduta dei frutti, ma per le alterazioni conseguenti alle gallerie scavate dalle larve stesse che incidono negativamente sulle caratteristiche organolettiche dell'olio e ne aumentano l'acidità.Lo sviluppo del fitofago risulta essere vario da zona a zona, in relazione all'andamento climatico, ma anche per le situazioni microclimatiche, che differiscono da un anno all'altro, pertanto risulta impossibile basarsi su interventi a calendario. I dati meteorologici consentono di prevedere la durata del ciclo della mosca e quindi quello della comparsa degli adulti e il probabile periodo di infestazione delle varie generazioni. Per quanto riguarda le azioni relative alla lotta contro il dittero, e altri organismi nocivi il progetto della Provincia ha previsto alcune iniziative sia a carattere sperimentale che dimostrativo, attinenti ad una metodologia a basso impatto ambientale per l'uso contenuto dei pesticidi. Nell'anno 2004 sono state installate trappole sessuali a feromoni nei comuni di Muggia, Trieste e S. Dorligo, con cui sono stati monitorati 11 punti strategici fondamentali per il controllo dell'insetto. Le trappole sono state collocate il 25 giugno e controllate settimanalmente. In concomitanza ai controlli effettuati sulle trappole a feromoni, sono stati eseguiti i controlli dell'infestazione attraverso il campionamento delle drupe effettuato regolarmente (settimanalmente) a partire dall'indurimento del nocciolo, raccogliendo a caso 100 olive per punto di monitoraggio. Presso i laboratori dell'ARPA dove c'è stato fornito uno stereomicroscopio e con l'aiuto di un bisturi, le drupe sono state esaminate ed è stata verificata l'infestazione attiva calcolando la percentuale d'olive con uova, larve di prima e seconda età, al fine di consigliare un trattamento mirato per rispettare la pratica di basso impatto ambientale. I monitoraggi sono stati compiuti sia sulla varietà Bianchera, che è considerata la più sensibile alla mosca (più appetita), sia sulle varietà toscane che sono rappresentate in buona percentuale nel territorio provinciale. L'annata 2004 ha visto la pubblicazione di 20 bollettini fitosanitari con indicazioni di carattere agronomico-colturale, riguardanti la lotta integrata, biologica e massale contro la Bactrocera oleae, riguardanti la raccolta delle drupe e la corretta conservazione dell'olio. La contenuta presenza d'infestazione dacica, e il tempestivo intervento dei tecnici, ha fatto limitare l'uso dei presidi chimici ad un solo intervento in una zona ben limitata del comune di San Dorligo. La campagna olearia 2004 è stata contrassegnata dal proseguo della prova sperimentale svolta nel 2003. Le attività sperimentali e dimostrative già intraprese, a favore del miglioramento qualitativo della produzione d'olio extravergine d'oliva sono state ampliate, alla superficie del Monte Celo (di 12,5 ha) un appezzamento di circa 1,5 ha situato nella zona di Caresana. Le modalità d'esecuzione, i materiali e i metodi utilizzati sono gli stessi utilizzati lo scorso anno. L'accertamento sperimentale ha avuto inizio il 26 giugno, con il posizionamento delle DACOTRAP, trappole a feromoni, nei 6 punti di monitoraggio, che sono stati impiegati per accertare l'intensità dei voli d'accoppiamento.
Nella settimana dal 22 al 27 luglio è stato effettuato un primo posizionamento di ECOTRAP in entrambi i siti di sperimentazione, utilizzando il 30% delle trappole per abbattere la presenza di eventuali adulti di prima generazione. Le trappole sono state collocate una ogni quarto albero, ponendo la massima attenzione a creare dei cordoni di protezione sui bordi formando una barriera. Questo primo posizionamento è stato notevolmente anticipato rispetto all'indurimento del nocciolo (inizio recettività della drupa) allo scopo di contenere gli individui della prima generazione, effettuando cosi una vera e propria lotta adulticida.
Il secondo posizionamento è stato effettuato nella settimana dal 23 al 30 agosto. Il posizionamento di rinforzo ha coperto un ulteriore 50% di alberi, raggiungendo cosi una copertura dell'80%. L'utilizzo di un numero cosi elevato d'ecotrap è giustificato dalle abbondanti precipitazioni seguite da sbalzi termici, che oltre a dilavare le trappole avrebbero potuto far incrementare il numero di voli, facendo partire la seconda generazione, ma ciò non è accaduto. Viste le continue precipitazioni e i notevoli abbassamenti termici (anche di 10°C) specie nelle ore notturne, e visto il livello d'infestazione attiva, i tecnici hanno deciso di non prosequire con il terzo posizionamento. L'elaborazione dei dati ricavati dal controllo settimanale delle drupe allo stereomicroscopio (come voli d'accoppiamento, infestazione attiva e dannosa), ha permesso il posizionamento di rinforzo delle ecotrap nei momenti più significativi della ripresa dell'infestazione dacica. I grafici ci aiutano a comprendere l'efficacia dell'intervento.
Ponendo a confronto le zone a lotta integrata tradizionale e cattura massale, dal grafico si evince la notevole differenza di stadi preimmaginali con o senza cattura massale. ![]() A differenza degli scorsi anni, oltre a porre particolar attenzione al tipo di superficie e all'ampiezza dell'appezzamento è stata seguita una precisa metodologia di posizionamento, che ha tenuto conto delle caratteristiche pedo-climatiche e agronomiche dei nostri territori. Negli appezzamenti di Cresana sottoposti al mass trapping, dove l'oliveto non ha un sesto d'impianto regolare, e le piante sono vecchie (in media 50 anni), con chiome di ampia superficie, il numero di trappole utilizzato è stato maggiore del 30% rispetto al numero degli alberi presenti (è stata utilizzata una copertura del 130% di eco-trap). Le eco-trap agiscono con una doppia funzione: sia come attrattivo alimentare, grazie ai sali d'ammonio, sia come attrattivo sessuale, grazie al feromone. In realtà, un posizionamento errato può causare l'effetto opposto, in altre parole può attrarre un notevole numero d'insetti senza abbassarne l'infestazione. La notevole presenza di feromone, inoltre, disorienta notevolmente gli insetti dando quasi gli effetti della CONFUSIONE SESSUALE. Continua il rapporto di collaborazione instaurato con la Scuola Superiore di Studi Universitari S. Anna di Pisa. La Scuola ha assicurato il supporto scientifico all'esecuzione delle prove di cattura massale. Da quanto sopra esposto emerge che il fattore "annata" risulta essere molto importante nel determinare il metodo di cattura massale nelle aree con infestazione medio-alta. Appare evidente l'importanza della gestione operativa della tecnica che prevede il posizionamento delle trappole in anticipo rispetto l'inizio della prima generazione ed l'infittimento sulla seconda, e la terza, per ottimizzare l'efficacia del dispositivo adottato. L'applicazione della lotta integrata implica una conoscenza approfondita della bioecologia delle specie dannose e dei fattori che regolano la dinamica delle popolazioni e quindi la necessità di definire il grado di pericolosità e di valutare il momento in cui si raggiunge la soglia di intervento. Per giungere ad un sistema corretto di lotta integrata, è necessario disporre di una serie di dati che riguardano i fattori climatici e microclimatici. Inoltre si deve conoscere lo sviluppo della popolazione dei parassiti dannosi e utili, lo stato fenologico della pianta e le condizioni fisiologiche e colturali dell'oliveto e la qualificazione del danno conseguente all'attacco parassitario. Da qui la necessità di mantenere sotto controllo, da parte degli specialisti di lotta guidata, i diversi comprensori e la necessità di realizzare un sistema di monitoraggio sia per gli aspetti climatici sia per la presenza e la dinamica delle popolazioni di parassitari. Nonostante la prova sperimentale abbia dato ottimi risultati, questi non sono da prendere come definitivi visto l'andamento climatico, considerevolmente anomalo che ha in qualche modo squilibrato la fisiologia della mosca dell'olivo definendo l'annata a basso livello d'infestazione dacica. |