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Tristemente nota in tutti i paesi olivicoli del bacino del Mediterraneo, la mosca delle olive ha recentemente cambiato nome (non più Dacus Oleae ma Bactrocera Oleae Gmel) ma non abitudini alimentari. Sono proprio i danni causati dall'attività alimentare delle larve a compromettere seriamente la produzione e in sostanza il prodotto. Sotto l'aspetto quantitativo il danno maggiore non è tanto legato alla diminuzione della polpa causata direttamente dalle larve, quanto alla cascola delle olive che ne consegue, soprattutto quella che si verifica in settembre-ottobre, che limita sensibilmente la produzione. Sotto l'aspetto qualitativo l'olio ottenuto da olive fortemente danneggiate, mostra alterazioni di tipo analitico, presentando in particolare un aumento dei valori di acidità e di perossidi. La mosca delle olive fa la sua comparsa in primavera e inizia a essere pericolosa, cioè a deporre le uova, quando l'oliva diventa recettiva: generalmente questo momento corrisponde alla fase di indurimento del nocciolo. L'adulto si riconosce facilmente, per chi ha un po' di consuetudine, per il colore verde metallico degli occhi, per le linee longitudinali scure del torace e per il caratteristico colore delle ali: traslucide con una macchia scura all'apice. La femmina per deporre l'uovo pratica una ferita trasversale sulla drupa, ben visibile anche a occhio nudo, ogni femmina depone circa 200-300 uova. Dall'uovo nasce la larva che per raggiungere la maturità attraversa tre fasi : larva di prima, seconda e terza età. Le larve che nascono nel frutto si accrescono mangiandone la polpa, scavando le caratteristiche gallerie. Raggiunta così la maturità si impupano nel frutto o nel terreno dove trascorrono l'inverno; lo sfarfallamento si è detto avviene in primavera.
Per decidere il momento idoneo per intervenire occorre considerare alcuni parametri: - la fase di sviluppo della drupa - i parametri climatici del periodo primaverile-estivo - il monitoraggio degli adulti - il campionamento delle olive Per impostare la difesa occorre verificare la presenza e lo sviluppo dell'insetto, monitorando la popolazione con trappole attrattive (generalmente a feromoni sessuali per la cattura dei maschi e cromotropiche gialle o alimentari per la cattura di maschi e femmine). L'informazione così ricavata si riferisce alla sola dinamica della popolazione: per sapere se c'è infestazione o meno bisogna fare una verifica diretta sulle olive prelevando un campione (generalmente si campionano il 10% delle piante dell'oliveto prendendo circa 10 olive per pianta), per ricercare al microscopio la presenza di uova o larve di 1°-2° età (infestazione attiva); il campionamento, raggiunto il momento favorevole per l'ovideposizione, deve essere eseguito settimanalmente. Sulla base dei concetti elaborati dalla "lotta guidata" e "integrata", l'intervento fitosanitario non va effettuato indiscriminatamente, ma soltanto quando l'infestazione riscontrata è tale da determinare perdite economiche superiori al costo del trattamento. La soglia di intervento per i trattamenti effettuati contro gli adulti (preventivi) con esche proteiche ;corrisponde al 2-3% di olive infestate da uova o larve di prima età; per i trattamenti effettuati contro uova e stadi larvali (curativi) la soglia varia dal 7 al 14% di olive infestate.
Contro gli adulti: si interviene utilizzando esche proteiche avvelenate (proteine idrolizzate addizionate con l'insetticida dimetoato), tale trattamento non è ammesso in regime di 2078/92. Contro gli stadi larvali: si effettuano trattamenti insetticidi. Riportiamo i principi attivi ammessi dal Reg. CE 2078/92 e dai disciplinari toscani di produzione integrata : dimetoato, formothion, triclorfon, fosmet. Come intervenire nel Biologico? Attualmente due sono le possibilità di intervento previste dal Reg. CE 2092/91: - protezione del frutto - intervento contro gli adulti Per la protezione del frutto si può utilizzare il Silicato di Sodio che crea una patina rigida sulla drupa riducendo la possibilità di deposizione delle uova; anche l'uso della poltiglia bordolese, per effetti ancora in fase di studio, riduce sensibilmente l'attacco. La lotta adulticida può essere fatta utilizzando esche proteiche atossiche o, se si è all'interno dell'area di sperimentazione prevista dal Progetto Qualità, attraverso la cattura massale. In caso di infestazioni tardive, si ricorda comunque l'importanza di anticipare la raccolta e si raccomanda la massima tempestività nel conferire le olive al frantoio. |