Rassegna Stampa
  Olivicoltori Toscani Associati   14 Agosto 2001



Daco-trap - Eco trap

di Annalisa Menchini


Il nome sicuramente è di buono auspicio visto che tale tecnica si propone di ridurre in massa la presenza degli adulti della mosca delle olive, grazie all'uso di trappole attrattive. C'è di più, a sperimentazione ultimata, l'utilizzo di questa strategia di difesa potrebbe diventare un ulteriore strumento per i produttori biologici perché ammesso dal Reg. CE 2092/91.
Allo stato attuale però tale metodo è ancora in fase di sperimentazione, i lavori iniziati nel 1991 che coinvolgevano solo un'area circoscritta della Toscana, hanno negli anni verificato questa metodologia di lotta anche in comprensori olivicoli eterogenei per caratteristiche ambientali e climatiche; la sperimentazione prosegue anche quest'anno nell'ambito del Progetto Qualità.
Il programma di lavoro per questo anno a carico dell'OTA prevede la ripetizione della sperimentazione nelle aree collocate nei Comuni di Scandicci e San Casciano Val di Pesa, e l'inserimento di due nuove aree, quelle in loc. Pomonte per il comune di Grosseto, e Loc. Matraia per il comune di Capannori (LU) che si sono aggiunte a seguito del particolare interesse mostrato dagli olivicoltori. Complessivamente la superficie totale delle quattro aree di applicazione del Progetto gestite dall'OTA si estende su circa 1000 ettari interessando circa 45000 piante. Altre associazioni svolgono un lavoro analogo su altre aree della Toscana. Tra i sistemi previsti dalla cattura massale descriviamo quello adottato dal Progetto che prevede l'impiego di trappole attrattive la cui funzione è quella di catturare o uccidere gli adulti. Nel tempo sono state utilizzate diverse tipologie di trappole, attualmente si impiegano le Daco-trap e le Eco-trap. Le Daco-trap sono trappole gialle cosparse di colla a cui viene associato un attrattivo sessuale detto feromone, abbinano perciò, per la cattura degli insetti, l'azione attrattiva del colore con quella del feromone; il feromone emesso è quello femminile che richiama prevalentemente i maschi di mosca, che rimangono incollati alla trappola.
Le Eco-trap, rappresentano la novità, sono trappole realizzate in Grecia, e per questo comunemente dette trappole greche, dalla ditta Vioryl. Si presentano come un sacchetto di polietilene di color verde (15x20 cm) rivestito esternamente di carta plastificata trattata con l' insetticida deltametrina, contenente 70 gr di bicarbonato di ammonio. Alla trappola viene addizionato un dispenser con feromone sessuale. Collocato il sacchetto, viene forato per permettere la fuoriuscita dell' ammoniaca, questo attrattivo alimentare richiama prevalentemente le femmine, il feromone sessuale invece attrae i maschi. A questa azione attrattiva si associa la funzione insetticida svolta per contatto dalla deltametrina che impregna la superficie del sacchetto.
La trappola è stata brevettata in modo che la deltametrina non si disperda nell'ambiente, per dilavamento o per azione dei venti e per questo motivo è ammessa in agricoltura biologica. Operativamente, le trappole ecologiche (Eco-trap) vengono consegnate alle aziende interessate alla sperimentazione. Le Eco-trap vengono distribuite sull'oliveto in misura di una trappola per due piante, considerato il limitato spettro d'azione della deltametrina, sui confini dell'area se ne posizionano anche una a pianta.
L'installazione delle Eco-trap viene fatta generalmente a luglio a cui segue, in agosto inizio settembre, un infittimento delle buste, si arriva così a collocare una trappola per pianta. All'interno della zona di sperimentazione si utilizzano, su un numero di stazioni di controllo, scelte in base agli ettari e all'esposizione altimetrica del terreno, le Daco-trap. Le informazioni che il tecnico riceve dalle catture riscontrate su queste trappole servono per monitorare i voli ma non danno indicazioni sicure sulla presenza della femmina adulta e quindi non servono per prevedere attacchi in atto o futuri. Per questo motivo settimanalmente il tecnico va in campo a controllare le catture nelle Daco-trap ma soprattutto per prelevare un campione di olive al fine di verificare l'entità dell'attacco. Questo tipo di lavoro viene svolto dal mese di giugno al mese di novembre. Anche all'esterno dell'area interessata alla sperimentazione vengono effettuati i controlli in aree dette "testimoni". Il livello di infestazione rilevato sulle olive raccolte nelle aziende "testimoni", dove cioè non si collocano le Eco-trap, è basilare per capire il reale funzionamento dei dispositivi greci. Il campione di olive prelevato in campo viene controllato: la puntura (piccola macchia triangolare) della mosca delle olive è visibile anche ad occhio nudo , mentre per verificare la presenza di uova o larve è opportuno utilizzare un binoculare. Il tecnico una volta raccolti i dati relativi alle catture e soprattutto quelli emersi dai campionamenti, li inserisce in un programma informatizzato creato dalla Scuola Superiore di S. Anna di Pisa, responsabile Cattura su Daco-trap Eco-trap dell'intero coordinamento regionale. Questo sistema di elaborazione permette una immediata lettura della situazione all'interno e all'esterno della zona studiata. Il tecnico mantiene un contatto diretto con gli olivicoltori che settimanalmente vengono informati sull'andamento della prova. Lo stretto rapporto di collaborazione instaurato con le aziende è importante soprattutto nel caso in cui il sistema non dovesse funzionare: in questo caso il tecnico insieme all'olivicoltore, potranno decidere la modalità e la tempistica dell'eventuale intervento da attuare. I risultati ottenuti in questi anni di sperimentazione seppure eterogenei sono confortanti; tale metodo comunque risulta realmente efficace solo quando viene applicato in aree olivate ampie, nella realtà Toscana questo significa accorpare più aziende che presentano caratteristiche ambientali simili. La metodologia della prova, le aree interessate e i risultati raggiunti in questi anni sono stati presentati al convegno organizzato dall'ARSIA il 24 marzo 2000 sul tema "Metodi alternativi di lotta alla mosca delle olive".


La mosca delle olive

di Roberta Moretti

Tristemente nota in tutti i paesi olivicoli del bacino del Mediterraneo, la mosca delle olive ha recentemente cambiato nome (non più Dacus Oleae ma Bactrocera Oleae Gmel) ma non abitudini alimentari. Sono proprio i danni causati dall'attività alimentare delle larve a compromettere seriamente la produzione e in sostanza il prodotto. Sotto l'aspetto quantitativo il danno maggiore non è tanto legato alla diminuzione della polpa causata direttamente dalle larve, quanto alla cascola delle olive che ne consegue, soprattutto quella che si verifica in settembre-ottobre, che limita sensibilmente la produzione. Sotto l'aspetto qualitativo l'olio ottenuto da olive fortemente danneggiate, mostra alterazioni di tipo analitico, presentando in particolare un aumento dei valori di acidità e di perossidi. La mosca delle olive fa la sua comparsa in primavera e inizia a essere pericolosa, cioè a deporre le uova, quando l'oliva diventa recettiva: generalmente questo momento corrisponde alla fase di indurimento del nocciolo. L'adulto si riconosce facilmente, per chi ha un po' di consuetudine, per il colore verde metallico degli occhi, per le linee longitudinali scure del torace e per il caratteristico colore delle ali: traslucide con una macchia scura all'apice. La femmina per deporre l'uovo pratica una ferita trasversale sulla drupa, ben visibile anche a occhio nudo, ogni femmina depone circa 200-300 uova. Dall'uovo nasce la larva che per raggiungere la maturità attraversa tre fasi : larva di prima, seconda e terza età. Le larve che nascono nel frutto si accrescono mangiandone la polpa, scavando le caratteristiche gallerie. Raggiunta così la maturità si impupano nel frutto o nel terreno dove trascorrono l'inverno; lo sfarfallamento si è detto avviene in primavera.
L'entità dell'attacco e il numero di generazioni sono diversi sul territorio regionale: le zone più a rischio sono quelle della fascia costiera, ad esempio nel grossetano l'insetto compie mediamente 3 generazioni che si accavallano. Tale numero diminuisce per gli oliveti delle provincie più interne. L'andamento climatico dell'area olivicola, così come la sua altitudine e latitudine, l'orientamento degli appezzamenti e le scelte agronomiche adottate, influenzano notevolmente lo sviluppo dell'insetto e la dinamica della popolazione. La temperatura in particolare assume un'importanza determinante condizionando la velocità e quindi la durata delle diverse fasi di sviluppo dell'insetto. Le elevate temperature estive costituiscono dei fattori naturali di limitazione per la mosca: sopra ai 30 °C si registra una forte mortalità delle larve (specie quelle di prima età) e il riassorbimento delle uova all'interno delle femmine.


Quando intervenire?

Per decidere il momento idoneo per intervenire occorre considerare alcuni parametri:
- la fase di sviluppo della drupa
- i parametri climatici del periodo primaverile-estivo
- il monitoraggio degli adulti
- il campionamento delle olive
Per impostare la difesa occorre verificare la presenza e lo sviluppo dell'insetto, monitorando la popolazione con trappole attrattive (generalmente a feromoni sessuali per la cattura dei maschi e cromotropiche gialle o alimentari per la cattura di maschi e femmine). L'informazione così ricavata si riferisce alla sola dinamica della popolazione: per sapere se c'è infestazione o meno bisogna fare una verifica diretta sulle olive prelevando un campione (generalmente si campionano il 10% delle piante dell'oliveto prendendo circa 10 olive per pianta), per ricercare al microscopio la presenza di uova o larve di 1°-2° età (infestazione attiva); il campionamento, raggiunto il momento favorevole per l'ovideposizione, deve essere eseguito settimanalmente.
Sulla base dei concetti elaborati dalla "lotta guidata" e "integrata", l'intervento fitosanitario non va effettuato indiscriminatamente, ma soltanto quando l'infestazione riscontrata è tale da determinare perdite economiche superiori al costo del trattamento. La soglia di intervento per i trattamenti effettuati contro gli adulti (preventivi) con esche proteiche ;corrisponde al 2-3% di olive infestate da uova o larve di prima età; per i trattamenti effettuati contro uova e stadi larvali (curativi) la soglia varia dal 7 al 14% di olive infestate.
Come intervenire?

Contro gli adulti: si interviene utilizzando esche proteiche avvelenate (proteine idrolizzate addizionate con l'insetticida dimetoato), tale trattamento non è ammesso in regime di 2078/92. Contro gli stadi larvali: si effettuano trattamenti insetticidi. Riportiamo i principi attivi ammessi dal Reg. CE 2078/92 e dai disciplinari toscani di produzione integrata : dimetoato, formothion,
triclorfon, fosmet.
Come intervenire nel Biologico?
Attualmente due sono le possibilità di intervento previste dal Reg. CE 2092/91:
- protezione del frutto
- intervento contro gli adulti
Per la protezione del frutto si può utilizzare il Silicato di Sodio che crea una patina rigida sulla drupa riducendo la possibilità di deposizione delle uova; anche l'uso della poltiglia bordolese, per effetti ancora in fase di studio, riduce sensibilmente l'attacco. La lotta adulticida può essere fatta utilizzando esche proteiche atossiche o, se si è all'interno dell'area di sperimentazione prevista dal Progetto Qualità, attraverso la cattura massale. In caso di infestazioni tardive, si ricorda comunque l'importanza di anticipare la raccolta e si raccomanda la massima tempestività nel conferire le olive al frantoio.