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in alcune comprensori della Toscana, di una mettodologia a ridotto impatto ambientale |
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Cosi si chiama sperimentazione del metodo di controllo della mosca dell'olivo condotta attraverso la cattura massale degli adulti che si svolge nell'ambito delle azioni previste dal Progetto per il miglioramento dell'0lio d'Oliva, promosso dalla Regione Toscana e finanziato dalla Unione Europea (Reg CE 528/99), sotto la supervisione della Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel settore Agricolo-forestale (A.R.S.I.A.). il coordinamento scientifico del lavoro è stato affidato alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa. Descriviamo dunque, più in dettaglio questo metodo di lotta, ripercorrendo un po' di storia e dando qualche chiarimento tecnico. Cos'è dunque la Cattura Massale? Il nome sicuramente è di buono auspicio visto che a che tale tecnica si propone di ridurre in massa la presenza degli adulti della mosca delle olive, grazie all'uso di trappole attrattive. I lavori iniziati nel 1991 hanno coinvolto inizialmente solo un'area circoscritta della Toscana. Negli anni a seguire, la sperimentazione ha verificato questa metodologia di lotta anche in comprensori olivicoli eterogenei per caratteristiche ambientali e climatiche. Il programma di lavoro per questo anno, a carico dell'OTA, ha visto la ripetizione della sperimentazine nelle aree collocate nei Comuni di Scandicci e San Casciano Val di Pesa, e l'inserimento di due nuove aree, quelle in loc. Pomonte per il comune di Grosseto, e Loc Matraia per if comune di Capannori (LU) che si sono aggiunte a seguito del particolare interesse mostrato dagli olivicoltori. Complessivamente la superficie totale delle quattro aree di applicazione del Progetto gestite dall'OTA si estende su circa 1000 ettari interessando circa 45000 piante. Altre associazioni svolgono un lavoro analogo su altre aree della Toscana; l'attività di sperimentazione è iniziata a giugno e si è conclusa a novembre 2001. Tra i sistemi previsti dalla cattura massale descriviamo perciò, quello adottato dal Progetto che prevede l'impiego di trappole attrattive la cui funzione è quella di catturare o uccidere gli adulti. Nel tempo sono state utilizzate diverse tipologie di trappole, attualmente si impiegano le Daco-trap e le Eco-trap. Le Daco-trap sono trappole gialle cosparse di colla a cui viene associato un attrattivo sessuale detto feromone, abbinano perciò, per la cattura degli insetti, l'azione attrattiva del colore con quella del feromone; il feromone emesso è quello femminile che richiama prevalentemente i maschi di mosca, che rimangono incollati alla trappola. Le Eco trap, rappresentano novità, sono trappole realizzate in Grecia, e per questo comunemente dette trappole greche, dalla ditto Vioryl. Si presentano come un sacchetto di polietilene di colore verde (15x20 cm) rivestito esternamente di coria plastificata trata con l'insetti deltaletrina, contente 70 gr al bicarbonato di ammonio. Alla trappola viene addizionato un dispenser con feromone sessuale. Collocato il sachetto viene forato per permettere la fuoriuscita degli ammonio, questa attrativa alimentale richiama prevalentemente le femmine, il feromone sessuale invece attrae i maschi. A questa azione attrattiva si associa la funzione insetticida svolta per contatto dalla deltametrina che impregna la superficie del sacchetto. La trappola è stata brevettata in modo che la deltametrina non si disperda nell'ambiente, per dilavamento a per azione dei venti. Operativamente, le trappole ecologiche (Eco-trap) vengono consegnate alle aziende interessate alla sperimentazione. Le Eco-trap vengono distribuite sull'oliveto in misura di una trapola per due piante, considerato il limitato spettro d'azione della deltametrina, sui confini dell'area se ne posizionano anche una a pianta. L'intallazione delle Eco-trap viene falta generalmente a luglio a cui segue, in agosto inizio settembre, un infittimento delle buste, si arriva cosi a collocare una trappola per pianta. All'interno della zona di sperimentazione si utilizzano, su un numero di stazioni di controllo, scelte, in base agli ettari e all'esposizione altimetrica del terreno, le Daco-trap. Le informazioni che il tecnico riceve dalle catture riscontrate su queste trappole servono per monitorare i voli ma non danno indicazioni sicure sulla presenza della femmina adulta e quindi non servono per prevedere attacchi in atto o futuri. Per questo motivo settimanalmente il tecnico va in campo a controllare le catture nelle Daco-trap ma soprattutto per prelevare un campione di olive al fine di verificare l'entità dell'attacco. Questo tipo di lavoro viene svolto dal mese di giugno al mese di novembre. Anche all'esterno dell'area interessata alla sperimentazione vengono effettuati i controlli in aree dette "testimoni". Il livello di infestazione rilevato sulle olive raccolte nelle aziende "testimoni", dove cioè non si collocano le Eco-trap, è basilare per capire il reale funzionamento dei dispositivi greci. Il campione di olive prelevato in campo viene controllato: La puntura (piccola macchia triongolare) della mosca delle olive è visibile anche ad occhio nudo, mentre per verificare la presenza di uova o larve èopportuno utilizzare un binoculare. IL tecnico una volta raccolti i dati relativi alle catture e sopratutto quelli emersi dal campionamenti li inserisce in una programma informatizzario creato dalla scuola superiore di Santa Anna a Pisa responsabile dell intero coordinamento regionale. Questo sistema di elaborazione permetto una immediate lettura delta situazione all'interno e all'esterno delta zone studiata. Il tecnico mantiene un contatto diretto con gli olivicoltori che settimanalmente vengono informati sull'andamento della prove. Lo stretto rapporto di collaborazione instaurato con to aziende è importante soprattutto nel caso in cui il sistema non dovesse funzionare: in questo caso it tecnico insieme all'olivicoltore, potranno decidere la modalità e la tempistica del l'eventuale intervento do attuare. I risultati ottenuti dalla sperimentazione condotta dalla nostra Associazione si sono confermati più che incoraggianti anche nelle nuove aree di applicazione di Grosseto e di Lucca che, da quest'anno, si sono aggiunte a quelle "storiche" di Firenze (aree collocate nei Comuni di Scandicci e San Casciano Val di Pesa). Per quanti ci chiedono dove reperire le trappole e come applicarle c'è una buona notizia, le trappole stanno per essere registrate dal Ministero della Sanità. Sarà possibile perciò acquistare le Eco-trap presso qualsiasi rivendito di prodotti per l'agricoltura, ma attenzione perchè questo metodo risulto realmente efficace solo quando viene applicato in aree olivate ampie, nella realtà Toscona questo significa accorpare più aziende che presentano caratteristiche ambientaIi simili. Il produttore che singolarmente decide di applicare alle sue piante le trappole greche, rischia infatti di richiamare sul proprio oliveto le mosche di tutto il comprensorio, problema da non sottovolutare! La metodologia della prova, le aree interessate e i risultati raggiunti in questi anni sono stati presentati al convegno organizzato dal'ARSIA il 24 marzo 2000 sul tema "Metodi alternativi di lotta alla mosca delle olive" |
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Del 1998 l'Associazione sta seguendo il Progetto di ricerca promosso dall'ARSIA inerente la "Verifica sotto il profilo agronomico, economico e qualitativo dei nuovi sistemi intensivi di coltivazione dell'olivo", al quote partecipano istituti universitari e di ricerca, CNR e soggetti privati, che sono intervenuti a vari studi nella realizzazione del progetto. Con la campagna olivicola 2000, si sono conclusi due dei cinque sottoprogetti: Il sottoprogetto n.3 "Difesa biologica dell'oliveto", ha cercato di implementare la ricerca di specie antagoniste della Saissetia Oleae, e la verifica di utilizzo di preparati a base di neem sull'apparato riproduttore della Mosca Olearia. |